Scanner no-limits (archivio storico)

Scanner no-limits » Dall'archivio delle precedenti edizioni le reti PMR & SCADA

Di seguito trovate copia di paragrafi ed approfondimenti pubblicati nelle passate edizioni di Scanner no-limits ed Orizzonti Radio. Quest'ultimo, ricordiamo, è il nome che l'opera aveva assunto in alcune versioni. Nella pagina che state consultando in particolare vengono proposti estratti attinenti le reti radio-mobili ad uso privato o pubblico e le reti fisse di telemetria. Si tratta di contributi ora superati, in tutto od anche solo in in parte, dalle mutazioni che hanno coinvolto lo spettro radio nazionale. Materiale di archivio pertanto che diviene adesso una preziosa testimonianza storica sull'argomento.

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La rete trunked dell'ENEL nelle VHF

- Questo post ha valenza storica e concerne una rete non più attiva -

Per almeno due decadi una importante presenza in ambito radio-mobile veniva riconosciuta alla rete PMR di appartenenza all'ente nazionale per l'energia elettrica (ENEL), allora monopolista del settore. Si trattava di una struttura trunking convenzionale, cioè un gruppo di canali gestiti tramite ponti radio FM con automatismi di accesso, asserviti alle operazioni del personale per le manutenzioni e gli interventi sul territorio. Nella sostanza il traffico radio che copriva quasi tutta l'Italia riguardava le comunicazioni amministrative con gli addetti impegnati nella verifica di contatori, con il supporto tecnico a quanti erano impegnati in allacciamenti ad uso abitativo oppure industriale, come pure negli interventi di urgenza nelle diverse casistiche di natura ambientale e/o antropica. Nella tabella che segue riportiamo le frequenze segnalate attive nel 2001, ultimo anno di funzionamento della rete che venne smantellata poco dopo. Si osservi che i passi di canalizzazione sono di 25 KHz, evidente segno delle origini di tale struttura nata e sviluppatasi in tempi dove la tecnologia non offriva sempre apparati predisposti per i passi a 12.5 KHz come è divenuto poi consuetudine.

Frequenza uscita ponte (MHz)Frequenza ingresso ponte (MHz)Note
163.650159.050CH 199
163.675159.075CH 201
163.725159.125CH 205
163.750159.150CH 207
163.825159.225CH 213
163.850159.250CH 215
163.875159.275CH 217
163.900159.300CH 219
163.925159.325CH 221
163.950159.350CH 223
163.975159.375CH 225
164.000159.400CH 227
164.075159.475CH 233, canale tra i più attivi
164.125159.525CH 237
164.150159.550CH 239
164.175159.575CH 241
164.200159.600CH 243
164.250159.650CH 247
164.325159.725CH 253
164.350159.750CH 255, canale tra i più attivi
164.375159.775CH 257
164.425159.825CH 261
164.475159.875CH 265
164.500159.900CH 267
164.525159.925CH 269
164.550159.950CH 271

La numerazione di canale (CH) che accompagna ogni coppia di frequenze, rispettivamente uscita ed ingresso del ponte radio, fa riferimento alla nomenclatura dello standard adottato nel periodo dal piano italiano di ripartizione dello spettro radio. Da notare inoltre che alcuni canali intermedi non appaiono anche in ragione del loro mancato utilizzo verso la fine programmata di operatività della rete. Operando su frequenze VHF la rete radio-mobile ENEL fu un servizio di ampia copertura, i segnali difatti date le caratteristiche di propagazione di tale segmento consentivano di raggiungere sia le città che le zone rurali con un numero relativamente esiguo di ponti ripetitori.

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La rete di telemetria ambientale del Triveneto

- Questo post ha valenza storica e concerne una rete ora attiva in altre forme -

Nella banda UHF trovano posto diversi sistemi che inviano dati da postazioni remote di monitoraggio ad un centro unico di raccolta ed elaborazione (SCADA), a volte l’emissione è di tipo diretto stando a significare che la postazione trasmette direttamente al centro di raccolta coinvolgendo generalmente una sola frequenza essendovi una scambio unilaterale di dati. Altre volte quando le postazioni di monitoraggio sono in numero elevato e/o sono dislocate in una vasta area del territorio si ricorre ad uno o più ripetitori che assicurino le comunicazioni con un elevato grado di sicurezza grazie all’opportuna scelta del sito di ritrasmissione. Questi sistemi hanno scopi che riguardano il controllo di variabili ambientali, come possono essere le condizioni meteorologiche nei diversi parametri di piovosità / velocità e direzione del vento / temperatura / pressione / eccetera, od ancora assicurare una veloce raccolta di dati nelle zone sottoposte a eventi sismici ed altre manifestazioni potenzialmente pericolose per le cose e le persone.

Per avvicinarsi a questo aspetto dell’uso dei sistemi radio alla fine degli anni '90 abbiamo fatto una breve visita all’Ufficio Idrografico e Mareografico ed al Magistrato alle Acque di Venezia per conoscere quale importanza riveste il monitoraggio ambientale e quali strumenti la tecnologia mette a disposizione per tali compiti.

Ufficio Idrografico e Mareografico di Venezia

L’Ufficio Idrografico e Mareografico di Venezia dipende dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento dei servizi tecnici regionali, ufficio periferico di Venezia - ed ha come scopo il monitoraggio del territorio dal punto di vista dei fiumi e della piovosità seguendo con particolare attenzione il settore marittimo e lagunare. A tale scopo vengono raccolti i dati sulla Laguna di Venezia e la zona costiera altoadriatica, livello delle maree principalmente, per la prevenzione ed il controllo dei fenomeni ai fini della protezione civile archiviando i dati per analisi statistiche sull’evolversi delle condizioni ambientali. Per questo viene impiegata una vasta rete di misurazione che invia i dati via radio, è una rete della società SIAP che comprende delle cabine mareografiche dislocate nella laguna, queste misurano il livello delle acque e sei volte ogni ora l’informazione viene spedita alla sede centrale a Rialto in forma di media degli ultimi 10 minuti, praticamente in tempo reale si ha a disposizione tutti i dati della laguna oltre che indicazioni sul funzionamento dei strumenti. Oltre a questa vi è poi una rete meteorologica con stazioni a lido (Venezia) ed a Padova per la misura di: pioggia, radiazione solare, velocità e direzione del vento, temperatura, umidità e pressione atmosferica. Invece delle cabine poste alle tre bocche di ingresso alla laguna, dove avviene il contatto con l’Adriatico, con una serie di sensori controllano l’effetto del vento per meglio comprendere le dinamiche di un bacino chiuso.

Ad integrare questa rete vi sono anche stazioni nella parte nord della costa veneto-friulana (tra le altre: alla foce del fiume PO, nella diga di Chioggia, a sud del Lido, a Grado), sempre gestite dalla stessa SIAP. Proprio in ragione dell’importanza che riveste questo monitoraggio la sede centrale con gli apparati di ricezione ed i computer funziona anche in caso di mancanza dell’energia elettrica usufruendo di propri generatori perché si deve poter fornire sempre informazioni aggiornate alla protezione civile.

Stazione mareografica di Malamocco, Venezia

Le molte informazioni raccolte, è la delicatezza del territorio di Venezia che richiede infatti una attenzione così capillare, sono rese disponibili in base ai compiti istituzionali dell’ufficio Idrografico e Mareografico che si possono cosi riassumere: a livello conoscitivo del territorio, con raccolta di dati sui fiumi ed il mare al quale segue la pubblicazione di annali dando eventualmente pareri e consulenze. per il sistema informativo unico dove si integrano i dati con quelli di altri istituti/enti attivi nel monitoraggio dell’intero territorio. infine i dati raccolti sono a disposizione di enti e di privati che ne facciano richiesta per scopi di studio o ricerca. Comprendiamo meglio come si è sviluppata questa attività nel tempo, per quanto riguarda gli strumenti mareografici è stata data molta importanza alla continuità storica, cioè continuano ad essere usati gli stessi punti dove erano poste anni addietro le cabine costruite peraltro in maniera molto solida. Ora si sta automatizzando le apparecchiature dagli originari sistemi meccanici alla versione completamente radiocontrollata, ogni cabina inoltre per garantirne il funzionamento viene ispezionata una o due volte al mese, si continua comunque a mantenere lo strumento meccanico che da la registrazione su carta ponendo in parallelo il trasmettitore o un registratore a stato solido in quanto per ragioni di costo non tutti avranno la parte radio. La classica strisciata su carta è ancora molto importante malgrado il progresso tecnologico, anche perché se la parte elettronica va fuori servizio si è sicuri di non perdere i dati. Le stazioni periferiche (cabine) citate inviano i propri dati al centro di ricezione di Venezia non direttamente ma tramite un ponte radio ed è questo che gestisce la rete, le frequenze impiegate sono:

  • Banda 437 MHz per l’ingresso al ponte, dove dunque trasmettono le stazioni periferiche.
  • Banda 447 MHz per l’uscita dal ponte.
  • Canale 165.0375 MHz per le comunicazioni in fonia FM.

I ripetitori sono due, il primo e più importante si trova in montagna sul Col Visentin nel Nevegal (Belluno) a 1700 metri di quota e permette di colloquiare con la maggior parte delle stazioni, un’altro ripetitore presente al Lido di Venezia cura le comunicazioni con le stazioni più vicine. Per le comunicazioni tra gli addetti alla manutenzione delle cabine e la sede centrale, solo per l’ambito lagunare, è inoltre assegnato un canale sulla banda VHF in supporto alle operazioni sul campo per le quali sono disponibili due motoscafi.

Il Magistrato alle Acque di Venezia, ente che ha la propria sede nel medesimo edificio dell’Ufficio Idrografico e Mareografico di cui si è scritto poc’anzi, ha competenza per le regioni Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia e si occupa specificatamente dei fiumi e dei livelli di piovosità che possono influire su questi con piene ed inondazioni assicurandosi che non vi siano situazioni di pericolo. Se cosi fosse poi spetta ad altri enti agire per controllare praticamente il flusso d’acqua, questa fase avviene solitamente a livello provinciale ed investe le amministrazioni locali dove è presente un sistema di visione e controllo. La copertura è assicurata da una rete di telemisura composta da più di cento stazioni assai complessa nella sua gestione a causa dell’elevato numero di punti di misura e della loro dislocazione che comprende anche località montane difficilmente accessibili, i dati vengono raccolti delle stazioni locali con una frequenza di due letture ogni mezzora convogliando i dati su personal computer per le diverse elaborazioni del caso.

Posizione delle stazioni di misura e dei trasmettitori
Posizione delle stazioni di misura e dei trasmettitori

La trasmissione radio non è in diretta naturalmente bensì come mostra la figura vi è una gerarchia nella quale vengono chiamati dei ripetitori che a loro volta chiamano altri ripetitori realizzando una chiamata generale di gruppo a cui segue l’interrogazione stazione per stazione, il messaggio di ritorno viene quindi ritrasmesso a cascata fino a giungere al ricevitore nella sede del Magistrato alle Acque. Con tale complessità da gestire la rete radio, costruita dalla CAE che fornisce anche il software di controllo, si dimostra molto efficiente facendo uso di solo un paio di frequenze nella banda di 437 MHz (ingresso ponte) e 447 MHz (uscita ponte) con i principali ripetitori posizionati convenientemente sul Col Vinsentin e sul Monte falcone. A seguire la leggenda con i simboli che appaiono nella cartina.

Leggenda con i simboli delle stazioni di misura e dei trasmettitori

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Info

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