Scanner no-limits, 6° edizione


 
 
Questo articolo è alla sua sesta edizione!

Descrizione in breve

La completa ed aggiornata edizione della enciclopedia sulle comunicazioni nelle bande VHF e UHF. L'unica guida in Italia che propone sia approfondimenti tecnici, con dettagli operativi e reportage dal territorio, quanto le allocazioni in frequenza dei servizi radio effettivamente attivi tra 26 — 3600 MHz. L'opera si compone di un libro, dedicato interamente alle frequenze, ed un CD-ROM con schede tematiche per ogni argomento. Dalle radioguide per turisti alle frequenze impiegate dai Vigili del Fuoco, dai cordless analogici ad alta potenza ai radiomicrofoni attivi in chiese e luoghi di culto, dall'elenco dei ponti radioamatoriali ai trasmettitori radio inclusi nei contatori del gas domestici.

Libro e CD-ROM nella stessa confezione.

Altri dettagli

Un libro ed un CD-ROM abbinati in un'unica opera ricca di informazioni. Con la 6° edizione si è raggiunto un nuovo record per ampiezza degli argomenti trattati, le ultime novità in campo radio ed un quadro completo di ogni tipologia di emissioni che interessa lo spettro delle frequenze VHF ed UHF. Scritta da e per gli appassionati che possiedono uno scanner od altro apparato ricevente e vogliono conoscere le reali e variegate potenzialità del radioascolto.

Libro: la sezione Frequenze Italia è un volume cartaceo di ben 116 pagine realizzato appositamente per accompagnare l'utente nell'uso del proprio ricevitore anche fuori casa. Vi trovano posto tutte le allocazioni di servizi effettivamente attivi in Italia sulle bande dai 26 MHz fino ai 3600 MHz. Importante, sono compresi gli usi non ufficiali delle frequenze, quelle emissioni cioè che in teoria non dovrebbero esserci ma che fanno ugualmente parte del panorama radio nazionale.

CD-ROM: un ampio spazio per approfondimenti tecnici ed operativi, una vera enciclopedia delle comunicazioni radio per le VHF / UHF. Come funzionano e quali caratteristiche hanno i diversi sistemi wireless, dalle reti TETRA ai walkie-talkie analogici e digitali, dai canali radio dedicati al Servizio di protezione civile ai sistemi RACON. E questo è solo un piccolo assaggio.

Contenuti

FAQ Domande e Risposte

In cosa consiste il radioascolto su bande V/UHF ?

L'interesse verso l'ascolto delle comunicazioni radio con uno scanner è un'attività condivisa da molti appassionati. Questo hobby assume caratteri del tutto particolari quando si tratta di frequenze superiori ai 26 MHz per la possibilità di captare il polso della vita che ci circonda tramite le emissioni degli enti preposti al controllo del territorio e dei gruppi che vi lavorano giornalmente. Volendo fornire un piccolo incipit all'argomento basti dire che con tutta comodità è possibile seguire l’autista di un taxi che chiede alla propria sede informazioni sui treni in partenza per conto del cliente che sta trasportando oppure aggiornarsi in tempo reale sulle fasi di soccorso per l’incidente autostradale occorso a qualche decina di chilometri da casa nostra. Questo, e molto altro, è radioascolto ma sarebbe fortemente limitativo pensare che sia tutto qui. Con l'evoluzione della tecnologia anche il monitoraggio con un ricevitore scanner ha subito, e continua a subire, grandi cambiamenti. Per tale ragione la nostra opera, che fotografa lo spettro radio italiano, ha subito continui rinnovamenti edizione dopo edizione. Per orientarsi in questo mondo è utile inizialmente suddividere le bande di frequenza in diversi segmenti per poi approfondire quali utenti radio vi operano:

VHF basse

La parte inferiore delle VHF, dai 26 fino agli 87.5 MHz dove inizia la radiodiffusione FM, viene spesso ignorata pure offrendo notevoli potenzialità di ascolto. La VHF low band, come viene chiamata dagli appassionati dei paesi anglosassoni, vede la presenza di servizi di comunicazione sia fissi che mobili quali vigili del fuoco, forze di sicurezza, soccorso stradale. Tutte emissioni che si possono ricevere con facilità poiché fanno impiego di tecnologie analogiche che inoltre per merito della radio-propagazione, assai propizia su queste frequenze specie nelle stagioni primaverile ed estiva, fanno giungere alla nostra antenna segnali provenienti non solo dalle città a noi vicine ma anche da altre regioni d'Italia. In condizioni ottimali sintonizzare trasmissioni provenienti da altri Paesi di Europa ed Asia diviene la norma, come ad esempio la rete radio del servizio autostradale francese sui 35 MHz con i suoi tipici toni audio di chiamata oppure la rete delle forze di sicurezza turche sui 34 MHz. Vi chiedete perché dunque i possessori di scanner tendono a sottovalutare questa banda? Ciò è dovuto al fatto che in ambito nazionale i canali attivi coprono solo una piccola frazione delle frequenze dando l'impressione, ad un fugace ascolto, che non vi sia quasi nulla da sintonizzare. Da parte nostra al fine di colmare tale lacuna abbiamo dedicato molta attenzione per stilare l'elenco delle utenze [riportate nella sezione Frequenze Italia] che, all'insaputa dei più, operano nelle VHF basse. Frequenze sono difatti adibite a: Cercapersone, ovvero i pager a breve e medio raggio (più diffusi di quanto si tenta a credere) per la gestione delle comunicazioni all'interno di strutture alberghiere, musei, centri congressi, centri di cura. Reti radio simplex, per la gestione delle comunicazioni tra aziende di trasporto, nelle operazioni del soccorso in montagna. Telecomandi, sia per usi dilettantistici nel controllo di radiomodelli che per impieghi quali apriporte, apricancelli ed applicazioni analoghe. LPD di varia tipologia quali babymonitor, radio microfoni ed estensori audio via radio anche per ambiti professionali, solo per fare un paio di esempi. Di fatto poi alcuni segnali intriganti oppure provenienti da apparati non omologati, che ufficialmente dovrebbero essere assenti dal nostro territorio, ricadono su questa banda.

VHF alte

La parte di spettro radio che va dai 108 ai 174 MHz costituisce uno delle due principali aree che vedono il concentrarsi di un elevato traffico di segnali radio di interresse per l'appassionato. Qui i ricevitori scanner aprono uno ad uno scenario estremamente vario poichè vi sono utenze radio di tutte le categorie. Passiamo dal segmento dedicato alle comunicazioni aeronautiche con modulazione AM, sia civili che non, all'importante banda radioamatoriale dei 144 MHz dove troviamo segnali di ogni genere (FM, C4FM, SSB, APRS, Packet, nodi Echo-link), per proseguire con il gruppo di canali destinato al servizio marittimo ed infine con la parte dove si concentrano le PMR ovvero le reti radio-mobili che supportano aziende ed istituzioni nel loro operato.

Radioascolto VHF: reti radio dei vigili del fuoco, reti PMR radio-mobili, comunicazioni aeree
Figura: Radioascolto VHF, reti radio dei vigili del fuoco, reti PMR radio-mobili, comunicazioni aeree

Riguardo le reti PMR dato che in gran parte, nelle VHF, sono in tecnologia convenzionale risultano a portata di ogni apparato ricevente, anche datato oppure estremamente economico. Ma nel concreto chi utilizza oggi una struttura radio-mobile? Un elenco esaustivo non esiste naturalmente, ma ecco ciò che hanno sintonizzato di recente i nostri collaboratori: Bus e taxi, protezione civile, aziende di trasporto merci, ospedali ed ambulanze, polizia locale, servizi di sicurezza privata, gestori multi-servizi in centri turistici, partecipate per servizi ai cittadini, coordinamento operatori entro porti ed aree di smistamento, aziende che lavorano entro cantieri, vigilanza stradale ed autostradale, ausili tecnici negli eventi sportivi, operatori forestali, agenzie, enti governativi. Come avrete intuito si potrebbe continuare a lungo e naturalmente si è comunque evitato di citare servizi e dettagli troppo sensibili. Oltre alle comunicazioni a voce, in fonia cioè, vi sono nelle VHF una nutrito numero di canali radio impiegati da trasmissioni dati (reti Scada) che veicolano la telemetria di stazioni o meccanismi remoti usati per controllare strutture idrauliche, status di rilevatori ambientali, eccetera.

UHF

La parte di spettro radio che va dai 400 ai 470 MHz costituisce l'altra delle principali aree che concentrano un elevato traffico di emissioni sintonizzabili da uno scanner. In parte si ripropone quanto detto in precedenza riguardo le reti PMR radio-mobili, vi sono grossomodo gli stessi operatori ed una simile presenza capillare nel territorio. A queste si aggiungono delle specificità che la sola banda UHF esprime. Nuovamente fare un elenco sarebbe riduttivo, a solo titolo di esempio citiamo i link telefonici usati per collegare i rifugi montani con le stazioni a valle, i frequentatissimi canali dei 446 MHz (alcuni a standard analogico, altri a standard digitale) usati per le comunicazioni tipo walkie-talkie con apparati talmente diffusi da essere venduti anche nei tradizionali centri commerciali, ed ancora i servizi radio adibiti alla gestione e coordinamento di riprese televisive in occasione di eventi esterni di tipo culturale e sportivo (attive anche 24h su 24 in qui momenti).

Radioascolto UHF: reti radio PMR private e governative, dai cantieri ai servizi dello Stato
Figura: Radioascolto UHF, reti radio PMR private e governative

In altri termini strutture PMR private ad ampio raggio, ma anche governative, che rendono le UHF il terreno per eccellenza di ogni comunicazione dai cantieri ai servizi dello Stato. Ma ce di più, è in questa parte di spettro che si assiste al passaggio dalla tradizionale modulazione FM a banda stretta alle modulazioni con codifica digitale DMR e TETRA. Un cambiamo graduale ma assai importante che oramai anche gli appassionati hanno iniziato a governare, questo è reso possibile dalla nuova generazione di ricevitori che ai consueti modi AM / FM affiancano la demodulazione dei sistemi numerici. DMR, dPMR, D-STAR, TETRA, ALINCO EJ-47, sigle che identificano standard fruibili da apparati riceventi moderni come l'AR-DV1 che proprio per tale ragione appare nella copertina di Scanner no-limits.

V/UHF in panoramica

Fino a qui abbiamo discusso di bande che rappresentano appena frazioni rispetto l'ampio segmento di 26-3600 MHz. Il radioascolto spazia pertanto anche oltre quanto si è descritto qui sinteticamente. In un certo senso stiamo vivendo l'epoca d'oro dell'hobby che ci vede porci dinanzi uno scanner per cercare i più disparati segnali. Il connubio tra ricevitore e computer più di altri fattori apre oggi ad infinite occasioni. Un tradizionale apparato così come un SDR oppure una modesta USB dongle, una chiavetta USB originariamente dedicata alla fruizione DVB-Terrestre ma usabile come scanner a larga banda, hanno liberato la creatività degli appassionati. La tracciatura e la decodifica delle trasmissioni telemetriche, il monitoraggio contemporaneo di più canali radio, scansioni elaborate delle frequenze, l'acquisizione di dati che portano in automatico ad identificare posizione e/o natura delle emissioni radio, analisi di echi-radio che trasformano la nostra postazione in un RADAR passivo. Ambiti nuovi e certamente coinvolgenti.

Radioascolto V/UHF: comunicazioni analogiche e digitali
Figura: Radioascolto V/UHF, comunicazioni analogiche e digitali

Le frequenze coperte da un tipico apparato scanner, che spaziano dalle HF alle microonde, ci portano in contatto con forme di comunicazioni radio di ogni tipologia e forma. Per questo il grande appeal insito nell'hobby, coloro che desiderano dedicarsi al monitoraggio dei ponti radio analogici per seguirne i messaggi vocali trova sicura soddisfazione - allo stesso modo coloro che desiderano inoltrarsi nella sintonizzazione di lontani radiofari VOR o nella decifrazione a scopo didattico di flussi di bit provenienti da sensori wireless hanno a loro disposizione strumenti per ogni singola necessità.

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Perché gli smartphone non hanno sostituito le reti PMR ?

Iniziamo con l'essere chiari sul significato di questa sigla che sta per Public Mobile Radio. In un linguaggio più comune individua una struttura che usa apparati ricetrasmittenti fissi e mobili per le comunicazioni tra singoli utenti e tra questi ed una, o più, centrali operative entro un ambito chiuso. Rientrano nelle PMR il complesso nazionale a molti canali radio impiegato dalla Polizia di Stato, non importa se apparati installati entro le auto oppure dei portatili che gli agenti hanno appresso, così come le reti radio dei Carabinieri, dei mezzi di soccorso 118, e così via fino anche alle piccole aziende locali che poggiano su un singolo canale radio nel quale sono attivi appena una manciata di utenti. Per completezza a favore chi ci sta leggendo ricordiamo inoltre che le comunicazioni aeronautiche e quelle marittime non rientrano nel settore PMR poiché si tratta di utenze che operano gli apparati ricetrasmittenti in un ambito aperto - da ogni aereo od ogni natante possono partire trasmissioni che vanno ad impegnare le frequenze dedicate senza che si debba possedere codici di abilitazione o similari.

La ex rete radio ENEL sui 163 MHz
Figura: La ex rete radio ENEL sui 163 MHz

Sulle VHF / UHF le reti PMR sono di fatto una presenza importantissima, ma dall'esterno di questo mondo ci si può chiedere come mai le onnipresenti reti GSM/LTE/4G non abbiano del tutto soppiantato queste strutture. In parte è stato così, ad esempio fino al gennaio del 2002 l'ENEL ovvero il gestore unico che curava la distribuzione dell'energia elettrica dava appoggio al proprio personale che svolgeva compiti di manutenzione tramite un sistema PMR che occupava la banda dei 163.650 ~ 164.550 MHz (uscita ponti radio) con canali a passi di 25 KHz. L'abbandono di questa tecnologia radio a favore di quella cellulare ha segnato un'epoca ma non ha fatto scuola. A parte l'ente citato, le cui scelte erano legate al mutare del mercato, gli operatori professionali ed istituzionali continuano ad avere bisogno di impianti radio con caratteristiche diverse da quelle offerte dai nostri smartphone. Quale è il punto chiave che fa la differenza? Si tratta della funzione PTT, sigla che significa Push-To-Talk ovvero premi per parlare.

Reti PMR: il pulsante PTT attiva immediatamente la trasmissione dell'apparato
Figura: Il pulsante PTT attiva immediatamente la trasmissione dell'apparato

Ogni apparato PMR, fisso, veicolare o portatile come il modello mostrato nella immagine qui sopra per frequenze UHF di 400-470 MHz, inizia a trasmettere non appena si preme il pulsante PTT. Sembra piccola cosa ma fa la differenza nel modo pratico di implementare una radiocomunicazione. Pensate ad un gruppo di operatori portuali che gestiscono gru, movimentazione container, verifica carico e scarico merci, accessi del personale, eccetera. Nel loro lavoro devono potersi scambiare messaggi in tempo reale, questo è vitale poiché le azioni di un operatore incidono anche nelle condizioni di sicurezza degli altri. A volte brevi messaggi tra singoli addetti tipo "ferma la gru, un veicolo è in zona rossa" mentre in altre occasioni i messaggi saranno circolari ovvero trasmessi dal capo area per essere ascoltati contemporaneamente da tutti. Nell'arco di una giornata il traffico radio vedrà centinaia di comunicazioni. Ora immaginate di fare la stessa cosa con un cellulare, per parlare con un collega dovrete prima richiamare il relativo numero telefonico e poi attendere che il gestore instraidi la richiesta, passano pochi ma decisivi secondi fino al momento della risposta. Nessun messaggio urgente può essere veicolato in questo modo. E se il messaggio deve essere ascoltato da 5 operatori? Semplice, servono 5 telefonate! Chiaramente non è possibile efficacemente garantire lo scambio di tempestive informazioni nel scenario che abbiamo delineato. Per venire incontro alle aspettative del segmento Public Mobile Radio gli sviluppatori delle reti cellulari hanno creato un profilo PTT che permette di aprire una comunicazione vocale quasi istantaneamente, questa tecnologia però non è supportata da tutti i modelli di smartphone ed inoltre dimostra una affidabilità mediocre - il suo impiego è dunque veramente marginale.

Ecco per quale ragione i tradizionali ricetrasmettitori, diciamo i walkie-talkie che possono solo trasmettere in voce o con limitate capacità di scambiare dati, sono ancora l'ossatura delle comunicazioni per gli usi professionali. Non che i cellulari siano esclusi ma vengono usati diversamente, ad esempio un team di Vigili del Fuoco impegnati in un intervento useranno la rete PMR per coordinarsi al meglio e con rapidità e se in un secondo momento si dovesse fornire alla Centrale una foto dell'edificio coinvolto nelle azioni lo si potrà fare con uno smartphone. L'evoluzione dei cellulari (4G, 5G) coinvolge sempre maggiori flussi di dati così da fruire dell'internet mobile, aspetto che noi come utenti privati chiediamo a gran voce, ma tale poderoso progresso non ne modifica il punto debole: la mancanza del PTT.

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Riconoscere i segnali digitali DMR, dPMR, TETRA

Da un decennio una parte delle radiocomunicazioni governative e professionali ha intrapreso una transizione passando dalla tecnologia analogica alla tecnologia digitale. Coloro che hanno l'hobby del radioascolto potrebbero sentirsi comunque disorientati dai vari sistemi che oramai occupano lo spettro radio. Anche se il mercato ha iniziato a proporre ottimi ricevitori capaci di demodulare emissioni PMR numeriche rimane il dubbio trovandosi ad ascoltare suoni e segnali con i quali si ha poco confidenza. Per rendere più semplice riconoscere i diversi standard proponiamo di seguito delle brevi clip audio in formato .WAV, ottenuti con un ricevitore posto in modo FM, che potete usare quali esempi per una rapida comparazione.

Clip audio trasmissione DMR Clip audio trasmissione TETRA Clip audio trasmissione dPMR

Il sistema DMR (Digital mobile radio) è di stretta attualità poiché gode di una espansione che tocca utenti molto diversi come aziende, enti ed istituzioni, radioamatori. E' anche uno standard più facile di altri da monitorare e dunque è importante saperlo individuare. Il clip audio si riferisce ad una trasmissione in formato TDMA, la più comune, nel quale due slot temporali veicolano una comunicazione duplex entro un canale ampio 12.5 KHz. Notate il tipico picchiettio che contraddistingue alcuni momenti della emissione.

Il sistema TETRA (Terrestrial Trunked Radio) è stato sviluppato qui in Europa per le esigenze delle agenzie governative, servizi di emergenza, ed infine per i militari. E' uno standard di alto livello ma che richiede apparati relativamente costosi. Per questa ragione dopo una significativa prima diffusione non ha generato un interesse a larga scala. Fate caso ascoltando la clip al ritmo che sottende il suono, occupando il segnale TETRA larghezze di banda diverse a seconda delle varianti [argomento trattato nel capitolo PMR, servizi e reti] la percezione uditiva che se ne ricava può essere variabile.

Il sistema dPMR (digital Private Mobile Radio) è uno standard aperto indirizzato soprattutto alle applicazioni economiche. Anche questo è uno standard facile da monitorare e lo si conosce soprattutto per l'uso nei walkie-talkie UHF, apparati che sono nelle mani anche dei privati come escursionisti, sportivi, eccetera. Uditivamente il suono appare omogeneo ma inframmezzato dai frequenti on/off delle trasmissioni.

Chiudiamo questo post sottolineando due elementi. Prima cosa, le comunicazioni che si avvalgono di una codifica digitale non sono necessariamente criptate così come le trasmissioni analogiche non sono necessariamente sempre in chiaro. L'appassionato di scanner deve prendere coscienza di questo aspetto, gli standard digitali non rappresentano un muro che chiude al radioascolto ma a volte aprono a nuove possibilità. Secondo aspetto, nelle V/UHF sono presenti molti altri segnali digitali ma non si tratta di reti per comunicazioni a voce bensì di telemetria che scambia dati a bassa velocità.

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LOG, il registro dei vostri ascolti su bande V/UHF

Praticando il radioascolto nasce spontanea la necessità di tenere traccia delle varie emittenti sintonizzate. L'organizzazione infatti in ogni hobby è tutto, e le radiocomunicazioni non fanno eccezione. Non farlo significa perdere informazioni preziose. Su quale frequenza era attivo quel ponte radio seguito l'estate scorsa? A che ora viene trasmesso il bollettino meteo sul canale 20 in banda marittima? Quale torre di controllo avevo ascoltato sulla 122.750 MHz? Se l'uso dei ricevitori scanner per voi è nuovo qualche post-it all'inizio vi sarà sufficiente per annotarvi quanto serve, ma poi ogni cosa cambia. Si utilizza allora un registro, detto anche LOG, dove inserire in modo ordinato tutti i dati che contraddistinguono l'attività radio. Il registro diviene allo stesso tempo un diario di viaggio nel mondo della radio ed un archivio storico dove reperire e/o confrontare a distanza di tempo i dettagli sui segnali monitorati. Di LOG per computer ve ne sono diversi, anche gratuiti, già disponibili. Hanno però un problema, sono realizzati nella quasi totalità per rispondere alle esigenze dei Radioamatori oppure dei BCL, termine quest'ultimo che individua gli appassionati delle emittenti di radiodiffusione in onde medie e corte. Quanti si interessano alle V/UHF invece non trovano con facilità un applicativo adatto.

La creazione di un data-base in proprio non è particolarmente complessa e l'uso di programmi come Access o Excel garantisce del resto ottimi risultati. Tuttavia non sempre ci si trova ad avere dimestichezza con l'implementazione di tali ambienti. Avendo più volte toccato questo argomento con i nostri clienti, che da appassionati usano un ricevitore scanner, ci è parso utile fornire il nostro contributo proponendovi un LOG basilare ma anche facilmente modificabile e soprattutto idoneo a custodire i dati dei vostri ascolti su bande VHF ed UHF. Il file è scaricabile liberamente dal link seguente, è stato realizzato in formato Excel 97 per essere compatibile con ogni versione recente o meno del software di casa Microsoft così come delle equivalenti proposte di altre case, pure liberamente scaricabili online, che supportano questo standard.

Download file ''Log_V-UHF.xls'', 1.4 Mb

Aprendo il file osserverete un layout composto da colonne dedicate alle varie classi di dati inerenti ogni stazione che metterete a LOG. Nel data-base risultano già compilati alcuni record, sono stati inseriti a scopo puramente dimostrativo e li potete cancellare. Queste informazioni di esempio ci serviranno in questa pagina per meglio illustrare le funzionalità del software e le modalità d'uso.

LOG radioascolto: vista generale del foglio Excel
Figura: LOG radioascolto, vista generale

Il LOG incorpora le utility fondamentali che servono ad evitare i più comuni errori di digitazione ed a rendere più veloce la compilazione dei vari campi. Excel, lo ricordiamo, si presenta come una tabella composta da celle. Il layout che abbiamo sviluppato definisce il tipo di contenuto di ciascuna cella ed organizza la serie di dati in modo che risultino fruibili. Iniziamo la descrizione occupandoci dei primi due campi, ovvero "Frequenza" e "CH", che assieme formano un blocco omogeneo. Come intuibile su ogni riga all'altezza della colonna "Frequenza" va inserito il valore, in MHz, del segnale ascoltato. Il programma è impostato per avere quattro cifre significative dopo la virgola corrispondenti dunque ad una risoluzione minima di 100 Hz. Non preoccupatevi però di inserire gli zeri non essenziali in quanto è lo stesso programma che gli aggiunge. Facciamo un paio di esempi: inserendo la frequenza di 89,8 MHz in automatico una volta premuto il tasto [invio] apparirà nel campo il valore 89,9000. Digitando 145,625 il valore verrà completato a 145,6250. Questo meccanismo velocizza l'immissione dei dati e toglie ambiguità di lettura. Il successivo campo "CH" è dedicato all'inserimento di una informazione opzionale ma molto utile nella pratica dei ricevitori scanner ovvero il canale convenzionale. Alcuni ambiti delle radiocomunicazione come i CB, gli LPD, la banda marittima VHF, i ponti ripetitori radioamatoriali, ed altri, associano infatti ad ogni frequenza un numero od una dicitura alfanumerica ben precisa. I CB ad esempio non sintonizzano i loro ricetrasmettitori in base alla frequenza ma in base al canale, ascolteremo un operatore dire Qui Dogsitter che chiama sul 10 e non Qui Dogsitter che chiama sui 27,075 MHz. Nell'uso dello scanner per rendere più comoda la sintonizzazione risulta utile organizzare dei banchi di memoria così da ricreare, tramite opportune diciture, la medesima canalizzazione di un dato servizio. In questo modo se udiremo un operatore marittimo dire passo sul canale 71 non dovremmo impazzire per rammentarci che si tratta dei 156,575 MHz poiché avremmo memorizzato questa frequenza nella locazione numero 71. Nel LOG questa informazione è dunque utile pur facoltativa, rammentiamo che trovate tutte le corrispondenze frequenza - canale nella nostra opera [sezione Frequenze Italia].

LOG radioascolto: inserimento della frequenza con completamento automatico e del servizio tramite menu a discesa
Figura: LOG radioascolto, inserimento della Frequenza con completamento automatico e del Servizio tramite menu a discesa

Proseguiamo con il blocco successivo che si compone di quattro voci. Ovvero "Call", "Servizio", "Emittente / Trasmettitore" e "Dettagli". Si tratta della parte nel LOG dedicata a descrivere il lato operativo dell'emissione ascoltata. Col il termine Call si individua il nominativo di una stazione, se questa ne ha uno, come è per i CB ed i radioamatori oltre a qualche altra tipologia di utenti. I dati che trovate come esempi danno una chiara idea di ciò che stiamo descrivendo. Il prossimo campo riguarda la classificazione del servizio radio. Qui potete scrivere un termine che definisce l'attività od il contesto entro il quale la trasmissione ha luogo. Non è tutto, quando fate click con il puntatore del mouse sulla cella vi accorgerete che appare alla sua destra una piccola icona con disegnata una freccia. Agendo ora con il mouse su questa si aprirà un menu di selezione a discesa con tutta una serie di termini tra cui potete scegliere. Abbiamo predisposto il programma per indicare stazioni aeronautiche, del servizio marittimo, di reti PMR, apparati LPD, eccetera. Questo vi permette di semplificare la compilazione del registro ed inoltre, cosa importante, potete scegliere voi quali voci fare apparire nella lista a discesa.

Vi invitiamo ad osservare il lato inferiore sinistro della finestra video, se notate vi è una etichetta nominata [elenchi]. Agendo su questa vi sposterete su un diverso foglio dove abbiamo raccolto ed organizzato tutte le voci per i menu di selezione. Notate la colonna "Servizio" evidenziata in giallo, tutte le celle che hanno questo colore sono compilate con i termini da noi scelti per classificare i servizi radio. Se questi non vi sembrano adatti oppure volete sostituirli è sufficiente riscriverli a vostra discrezione, senza alcuna complicazione su questo foglio ognuno può personalizzare a piacere il LOG. Questo stesso principio è valido anche per gli altri menu di selezione.

I campi successivi nominati "Emittente / Trasmettitore" e "Dettagli" sono autoesplicativi, nuovamente gli esempi che abbiamo incluso chiariscono più di tante parole le finalità di tali annotazioni. Ci spostiamo adesso più a destra nel blocco dedicato a localizzare nello spazio e nel tempo il nostro ascolto. Sotto la voce "Località" potete digitare la città dalla quale proviene la trasmissione, se questa informazione vi è nota naturalmente, od in alternativa il QTH-Locator ovvero lo standard di coordinate usato dai radioamatori. Anche in questo caso per agevolarvi potete usufruire di una lista di selezione a discesa che abbiamo predisposto allo scopo con il termine Locale, utile per indicare ogni segnale che perviene dalla vostra stessa località di ascolto, oltre a tutte le sigle delle provincie italiane. La radiopropagazione su VHF e UHF consente infatti di seguire trasmissioni provenienti anche dalle regioni a noi vicine e pertanto vi troverete a sintonizzare segnali che hanno origine da molte aree. L'immagine che vedete si riferisce, come esempio, alla selezione di una emissione proveniente da Pescara (PE) monitorata alle 10 e 30 del 15 maggio 2016. Ora e data hanno campi dedicati. Per la prima potete digitare ogni testo poiché vi sono ascolti che non hanno un momento preciso da annotare, come sono le stazioni attive 24h su 24. Per la data invece abbiamo impostato il programma affinché completi l'inserimento dei dati. Digitando ad esempio 4/8 e premendo il tasto [invio] apparirà la dicitura 04/08/20xx con l'anno corrente aggiunto in modo automatico.

LOG radioascolto: inserimento della località di trasmissione tramite menu a discesa
Figura: LOG radioascolto, inserimento della località di trasmissione tramite selezione a discesa

Passiamo ora al blocco costituito dai campi "Modo", "Tono", "Tipo" e "Shift". Si tratta delle informazioni tecniche che caratterizzano il nostro ascolto. In "Modo" inseriremo il formato di modulazione che contraddistingue il segnale captato. Avendo i termini AM, NFM (FM a banda stretta), WFM (FM a banda larga), eccetera, una valenza universale anche qui si è predisposto un comodo menu a discesa tra il quale selezionare la voce appropriata. In "Tono" potremmo invece inserire la frequenza/codice CCTSS o DTMF del segnale che identifica la stazione od il suo gruppo di appartenenza. L'accesso a ponti radioamatoriali così come a quelli delle reti radio-mobili PMR avviene infatti attraverso uno o più toni audio, una informazione di cui dunque è bene tenere traccia.

LOG radioascolto: inserimento del modo di trasmissione tramite menu a discesa
Figura: LOG radioascolto, inserimento del modo di trasmissione tramite selezione a discesa

Il campo "Tipo" riguarda un dettaglio opzionale ma che vi consigliamo, per esperienza, di inserire. La comunicazione a seconda della struttura radio può essere simplex, con più stazioni che alternativamente ascoltano - trasmettono sulla medesima frequenza, oppure tramite ponti radio nel qual caso la frequenza di ingresso del ripetitore (IN) differisce da quella di uscita (OUT). Il campo "Shift" è proprio destinato a dichiarare questa differenza, nell'esempio che vedete in figura il valore di -1.6 MHz indica che l'ingresso del ponte si trova superiormente (per questo il segno meno) alla frequenza ascoltata. Il programma è impostato come in precedenza per avere quattro cifre significative dopo la virgola corrispondenti ad una risoluzione di 100 Hz, non serve digitare gli zeri non esenziali in quanto vengono aggiunti in automatico.

LOG radioascolto: inserimento della tipologia di comunicazione tramite menu a discesa
Figura: LOG radioascolto, inserimento della tipologia di comunicazione tramite selezione a discesa

La parte finale del LOG riporta la colonna "S" dove potete assegnare con una cifra, tipicamente tra 1 e 5, l'intensità del segnale captato. Uno in questo caso indicherà un segnale appena sopra il rumore di fondo ed a salire fino ad una potenza che porta lo strumento S-meter dello scanner a fondo scala. Per concludere "Note" vi consente di scrivere un breve messaggio di contorno all'ascolto, potrebbe essere la sperimentazione di una nuova antenna oppure l'uso di un ricevitore diverso dall'usuale, od altro.

Come accennato il file che abbiamo predisposto è un LOG basilare, se conoscete Excel anche superficialmente vi troverete spunti per fare evolvere il progetto secondo le vostre esigenze. Nell'impiegare il file così come è vi rammentiamo che la riga iniziale, dove trovano posto i titoli delle varie colonne, è fissa rispetto lo scroll della pagina. Tramite il menu [Dati] potete inoltre ordinare l'intero data-base per ogni voce che desiderate, per frequenza come è ora oppure per modo, località, eccetera. La struttura elementare si presta anche ad essere importata in altri ambienti come Access od Oasis per citarne solo un paio. Software questi ultimi più articolati che permettono di creare maschere di input che separano la fase di inserimento dei dati da quella di lettura, naturalmente per conto richiedono maggiore esperienza informatica per essere usati con profitto.

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Ulteriori informazioni

Estratti demo per osservare alcune parti dell'opera

Dall'archivio delle precedenti edizioni: reti PMR & SCADA

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